Profilattico

Il preservativo? Ammesso, qualora sia un "male minore". Sono queste le parole usate dal cardinale Carlo Martini nella conversazione, apparsa la settimana scorsa sull’Espresso, con il chirurgo di formazione cattolica, nonché neo-senatore nelle liste dei Ds, Ignazio Marino. Un’apertura tanto inaspettata quanto auspicata da tempo da gran parte della comunità medica laica, che ha spinto il papa Benedetto XVI ad istituire una commissione al fine di studiare a fondo l’argomento e dare una risposta che riassuma la posizione della Chiesa.
Come Karol Wojtyla ha più volte ribadito nel corso del suo pontificato, l’uso degli anticoncezionali è interdetto ai fedeli cattolici, in base a quanto scritto nel sesto comandamento : "non commettere atti impuri". Secondo la Chiesa, gli unici mezzi moralmente accettabili per il controllo delle nascite sono la continenza periodica e il ricorso a periodi infecondi. Inutile dire che questi metodi hanno una percentuale di errore molto alta, circa il 15%; cifra che aumenta vertiginosamente se questa tecnica contraccettiva è applicata da un’adolescente, il cui ciclo non è ancora del tutto stabile e quindi difficilmente prevedibile. L’unica alternativa agli anti-concezionali realmente sicura risulta quindi essere la castità, come ha ribadito Giovanni Paolo II nell’enciclica "Evangelium Vitae", e su questo punto la Chiesa si è dimostrata decisa a difendere la sua posizione, accusando la società odierna di essere "pansessuale" e materialista.

In Italia, in cui l’influenza del Vaticano è considerevole, l’eco di queste tesi si è fatto sentire distintamente: il nostro Paese è arrivato ultimo rispetto alle altre nazioni sull’argomento contraccezione. Solo nel 1971, infatti, fu abrogato l’articolo del Codice Penale che vietava propaganda ed uso di qualsiasi mezzo contraccettivo, punibile con un massimo di dodici mesi di reclusione. Ancora oggi, il parere del Papa orienta in modo considerevole le scelte del popolo italiano, come si è visto nel referendum abrogativo dell’anno scorso, che riguardava la fecondazione assistita. In questo senso, la differenza tra l’Italia e altri Paesi dell’Unione Europea è abissale, se si pensa che in Francia la cosiddetta "pillola del giorno dopo" viene distribuita gratuitamente a scuola dal lontano 1999, mentre da noi è necessaria la prescrizione del medico.

Tuttavia, nonostante la maggior parte dei fedeli dichiari di usare tecniche contraccettive "non-naturali" senza sentirsi in colpa, i dati sono comunque scoraggianti: negli ultimi venti anni l’uso della pillola è passato dal 14% a solo il 21%, mentre quello del preservativo è addirittura calato, dal 17% al 14%. Tutta colpa della "Chiesa-cattiva"? Sarebbe superficiale sostenere questa tesi; tuttavia, è innegabile che l’argomento contraccezione continui a costituire un vero e proprio tabù nelle famiglie e spesso ai giovani è negata la possibilità di prendere una decisione consapevole e maturata dopo aver acquisito tutte le conoscenze possibili sull’oggetto in questione.
Inoltre, spesso si dimentica che la liceità dei contraccettivi non riguarda solo il nostro mondo del benessere, in cui l’usa-e-getta del sesso è stato contestato anche da autorità laiche, ma anche (e aggiungerei soprattutto) il cosiddetto Terzo Mondo, afflitto da anni dalla piaga dell’AIDS. Per chi è colpito da questa immunodeficienza utilizzare il preservativo rappresenta l’unica possibilità di avvicinarsi alla sessualità senza contagiare il partner. Se consideriamo l’entità della malattia (500 vittime al giorno nella sola Africa!), capiamo perché una decisione a riguardo sia inevitabile da parte della Chiesa, che si trova contro gran parte della comunità scientifica, convinta che la distribuzione di preservativi sia l’unico reale rimedio al diffondersi della malattia.
La Santa Sede, con un documento pubblicato nel 2003, sostenne che, usando il profilattico, si va comunque incontro ad un certo fattore di rischio, per cui l’astinenza rappresenta realmente l’alternativa più sicura. Ma è davvero credibile proporre a 42 milioni di persone di praticare la castità un’intera vita?

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Una risposta a Profilattico

  1. Claudia ha detto:

    Grazie per i complimenti, e complimenti anche a te per il blog! Vedo che sei blogger da un bel po\’ di tempo! Per quanto riguarda l\’ultimo intervento, troppa ipocrisia e ignoranza…per quello che posso pensare io!Cmq complimenti per la scelta dell\’argomento, controverso e difficile da trattare…saluti!:)
     

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